progetto Conosci il tuo mondo emotivo
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corso organizzato dalla II Circoscrizione Jesi Ovest e dal Comune di Jesi (AN)
 
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LA COPPIA
Stretto sotto le tue braccia appassisco,
girasole che si china al freddo inverno,
siamo ormai qualcosa che scoppia….

Amore dimmi perché è tanto difficile amare,
perché è tanto facile mancarsi di rispetto e ferirsi…
le coppie scoppiano perché siamo noi e veri….
Umili, fragili, sessi e ormai persi.
SESSO
Prendi ora le mie mani, fammi volare
Domani saremo diversi e i nostri versi,
cambieranno tutta la nostra poesia.
C’è un copione da riscrivere e tutta una vita da cambiare,
l’assenza dell’amore ci fa soffrire.

Non voglio lasciare le tue mani di bambina,
non voglio abbandonare quei tuoi occhi solitari
bambina che lasci neve rosso sangue,
su calde gote di lacrime.

Poesie che ardono e lampi che rischiarano,
un cielo terso dopo la grande pioggia
bambina adesso sei la sola nel cuore,
così cala la passione e si riaccende quell’amore perduto,
che si consuma accanto a un manichino nudo.
L'occhio
Entro nelle vite e guardo,
non parlo mai di me sono solo l'occhio che ruba,
le emozioni di lei, di lui le altrui.
Lasciami guardare la vita,
sedia a dondolo accanto alla finestra,
un vaso sul tavolo e un fiore sbiadito,
cade una foglia e l'occhio la cattura.

Perfido adolescente onnipotente,
che spacca il mondo e poi non ne gode,
sfido la bocca a sorridere e le orecchie ad ascoltare,
ma tu lasciami guardare la vita,
orologio che cammina al contrario,
tenda scaldata dal sole, 
disilluso ritratto di persona.

Esco dal contesto e ritrovo me stesso solo,
parlerò ora dei miei pudori e della mia tristezza,
vorrei rubare la felicità e quell'amore che non c'è,
e allora lasciatemi guardare la vita,
chiesa vuota di fedeli,
sorriso che non sorride,
cielo tagliato dalla notte scura,
acqua che non disseta,
tuono che non spaventa.

Cade una lacrima e l'occhio la lascia andare.
Empatia
E' nei domani il risveglio,
l'anima prendila tu che puoi capire
tutte quelle cose che sfuggono dal cuore e dalle mani,
tu riesci ad ascoltarmi,
anche se non so parlare.

E' nei risvegli, che sento la luce sugli occhi,
respiro il profumo del mare e tocco una persona,
stringo così i ricordi che ancora non mi lasciano,
e non mi fanno crescere
e mi tormentano.

Sei davanti a me come un muro che crolla,
rimpalli i miei sensi e la luna è un disco dorato,
quando uno scatolone da riporre accoglie le mie domande
e una macchina blu le mie partenze,
una casa i miei arrivi e una mamma i miei riferimenti.

Domando e non rispondi,
povero futuro, rido e tu sorridi amaramente,
mi prendi e mi lasci come un pellegrino,
sei una religione e un furto,
sei luce e buio in una stanza vuota e solitaria,
mormori vita e pratichi poi la morte,
sei la stanchezza dopo una giornata di lavoro,
saggio, sacro e profano,
ombra e riflesso,
vita storie e fatti di un uomo.
OMAR FREZZI
progetto Conosci il tuo mondo emotivo 2004
del comune di Jesi (AN):
 PaGINA PERSONALE
Poesie e articoli sui temi del corso Conosci il tuo mondo emotivo.
di omar frezzi
L’ OCCHIO DEL CORSO DI TEATRO: BREVE RACCONTO DI UN INFILTRATO PENTITO.
Quella sera forse avrei fatto meglio a restarmene a casa a guardare la televisione…nonostante proprio non mi piaccia. Scusate, mi presento…mi chiamo Omar e sto cercando di affermarmi come giornalista. Avevo deciso, incurante delle conseguenze, di recensire il laboratorio teatrale curato da Martina, perciò armato di fotocamera digitale e block notes, mi sono preparato per una breve intervista alla psicologa e ai partecipanti del corso. Mi sono ritrovato nei locali della Seconda Circoscrizione di Jesi circondato da una trentina di teste circa. Prima si sono presentate Chiara e Martina poi è arrivato il nostro turno…io ascoltavo tutte quelle persone che si raccontavano, che motivavano la loro presenza al corso e io da vero “fesso” durante la mia presentazione ho detto che ero un giornalista e che volevo scrivere un articolo sul corso…mi sono presentato un po’ come l’ “occhio” che spiava la situazione per poi riportare commenti e impressioni. La mia presentazione aveva colpito tutti…ma in maniera negativa! e poco più tardi ne ho avuto le prove… Ci siamo divisi in due formazioni e ognuno doveva dare un giudizio “a pelle” sui compagni della sua formazione. Tutto sembrava filare liscio e i giudizi non erano mai tanto critici, allora un poveretto ignaro di quanto lo stesse aspettando, poteva quasi stare tranquillo ma quando arrivò il mio turno i commenti non furono proprio amichevoli. “L’occhio”.. il “Guardone”… “Non mi fido!” ….e così per quasi tutte le persone che dovevano dare un giudizio. Non stavo bene…devo essere onesto, mi sentivo un po’ la vittima della serata e la cosa mi aveva dato fastidio. Io per cercare di difendermi, ho buttato là una piccola sfida, dicendo che avrebbero dovuto conoscermi e che avrei fatto di tutto per fare loro cambiare idea. Da lì è partita la mia avventura con il corso di teatro. Una sfida che ho deciso di affrontare un po’ per la voglia di riscattarmi e un po’ per non perdere l’occasione di conoscere persone che magari incroci da una vita vedendole passeggiare per il Corso. Ho abbandonato l’idea dell’articolo…forse è stato meglio…e comunque devo dire che affrontare una sfida così senza un vincolo “lavorativo” è stato forse più facile e meno condizionante per me e per gli altri. Tuttora stiamo portando avanti il laboratorio teatrale con impegno e dedizione, ci vediamo due volte a settimana e per tutti noi venire al corso, nonostante gli orari di lavoro, avvolte pesanti, è un piacere e un grande stimolo a mettersi in gioco. Non avrei mai pensato di provare delle emozioni tanto forti e mai avrei immaginato di recitare, saltare e ridere come sto facendo. L’esercizio che maggiormente mi ha affascinato è stato lo specchio, anche se devo dire forse è quello che maggiormente richiede concentrazione e quindi maggiore sforzo nel farlo bene. Credo che sia difficile e molto “intimo” guardare una persona negli occhi e cercare di entrare in sintoni a con lei è un po’ un abbattere le sue difese e scoprire le tue….sei spiazzato e al tempo stesso affascinato. L’intento del laboratorio teatrale è quello di realizzare una recita, dove si mettano in gioco le emozioni e il vivere quotidiano, dove si parli della televisione e dove si prenda in giro certi personaggi che ormai hanno monopolizzato l’etere. Cercheremo di metterci di tutto…dall’ attore porno alla figlia “discotecara” dalla VJ americana “bonazza” alla cartomante passando per una farsa del noto programma “Uomini e Donne” fino a “Teledigo”. Adesso non mi sento più un infiltrato né tanto meno un occhio che spia ma uno “pseudo” attore che con tanti amici cerca di fare del suo meglio.

Omar Frezzi.

Al corso di pittura senza maschera! Maschere in creta per un risultato speciale.
Dopo le esperienze grafico pittoriche, ci siamo cimentati durante gli appuntamenti del laboratorio artistico, in un’esperienza che sicuramente molti ricorderemo per tantissimo tempo. La lavorazione della creta sembrava facile ma “ti voglio ad impastarla bene con l’acqua e modellarla!” era la prima volta che facevo un lavoro del genere e mi sono divertito molto. Quello che maggiormente affascina, nel lavorare la creta, è la possibilità di sporcarti senza doversi vergognare…una sorta di rito liberatorio, potremmo quasi dire di essere ritornati ai nostri primitivi istinti… come quando da bambini ci divertivamo a dipingerci le mani con i pennarelli o a giocare sulla sabbia. Ricordo il piacere da bambino nell’affondare le mani nella torta di compleanno e poi leccarsi le dita sporche di panna…la creta mi ha riportato a grandi linee a quella esperienza. Anche il clima di unione e di relax, creato dal sottofondo musicale, ha permesso la buona riuscita della tanto sospirata creazione in creta…una maschera da indossare. Il lavoro si è svolto in un ambiente poco illuminato e se devo essere sincero, non è stato facile “rendere” bene le proporzioni o dare il giusto spessore alla creta sulla tavoletta in legno. Ma non ci sono stati problemi, la cosa bella della situazione era quella libertà, quel piacevole abbandono dei sensi che si faceva tangibile ad ogni affondo di dita nella creta morbida. La nostra pittrice Gabriella ci ha fornito tutto il materiale e ci ha spiegato come procedere alla realizzazione della maschera, poi è stata la nostra fantasia che ci ha spinti a costruire maschere dalle sembianze più o meno umane….chi ha esagerato col naso, chi con la bocca e chi ha realizzato addirittura una sorta di “farfalla brutta”….definita così dall’artista stessa. Tutto il lavoro è suddiviso in tre fasi, la prima fase prevede la realizzazione della maschera con la creta, successivamente usando acqua,colla e fogli di giornale bisognava dare corpo alla maschera e successivamente avremmo dovuto colorare il tutto a nostro piacere. Le maschere poi verranno usate durante lo spettacolo finale. Credo che questa esperienza, come quella pittorica, abbia contribuito a farci maturare una sorta di “coscienza artistica individuale” che sicuramente ritroveremo negli anni a venire. Ogni quadro realizzato al laboratorio, rappresentava le nostre emozioni, i nostri sentimenti e credo anche le nostre paure più intime. I colori poi ci hanno aiutato a materializzare quelle emozioni, liberando il nostro estro e la nostra voglia di fare casino! Siamo così passati dal “Cavallo senza le orecchie” al “Beccastulzi” da fiori simili a donne adagiate in terra a quadri astratti e particolarissimi. Quello che mi è piaciuto è stato poi lo spirito di unione e aggregazione che si è formato in questi appuntamenti, conditi dalla voglia di mettersi in gioco, dalla grinta degli artisti e dal rispetto reciproco per le emozioni, per le difficoltà individuali e per le piccole paure. Non è mai facile parlare di quello che si fa e del perché lo si fa con le altre persone, si teme il giudizio e si preferisce stare zitti ma in questi appuntamenti quel muro di timore e di vergogna è crollato e adesso ci conosciamo tutti meglio e siamo tutti più vicini. Alla fine di questa esperienza potrò dire di avere conosciuto tante persone molto simili a me e anche se perderò negli anni qualche numero di telefono o dimenticherò qualche viso sono certo che ci porteremo sempre nel cuore.

Omar Frezzi.

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